La mia idea di sostenibilità
La sostenibilità per me non è una strategia di marketing: è un modo di lavorare che porto avanti da tempo, ogni giorno.
Sono estremamente attenta affinché capi e tessuti non vengano sprecati. Nemmeno quelli che arrivano dalla produzione con piccoli difetti. Credo che anche un capo fallato meriti una seconda possibilità: non è un piccolo foro o un’imperfezione quasi invisibile a renderlo “inadatto”. Anzi, quella particolarità può diventare un dettaglio unico.
Un rammendo creativo, una toppa pensata con cura, un intervento sartoriale possono trasformare ciò che sembra un difetto in un elemento di carattere. Indossare un capo con una piccola imperfezione non dovrebbe essere motivo di vergogna, ma un gesto consapevole.
Tessuti certificati e qualità
La mia attenzione è sempre più rigorosa, per garantire prodotti di altissima qualità, nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Tutti i tessuti delle mie collezioni sono certificati a livello internazionale, come:
- OEKO-TEX® Standard 100 – certifica l’assenza di sostanze nocive nei tessuti
- GOTS (Global Organic Textile Standard) – per fibre biologiche con criteri ambientali e sociali lungo tutta la filiera
- GRS (Global Recycled Standard) – per materiali riciclati tracciati e verificati
- RCS (Recycled Claim Standard) – verifica la presenza di materiale riciclato
- BCI (Better Cotton Initiative) – promuove pratiche più sostenibili nella coltivazione del cotone
- FSC® – per fibre cellulosiche provenienti da foreste gestite responsabilmente
Preordinare tornando ad assaporare l’attesa
Per le prossima collezione voglio fare un passo in più verso una sostenibilità concreta: lavorerò attraverso piccoli riassortimenti e pre-ordini.
Questo significa produrre solo ciò che viene realmente richiesto, evitando overproduzione e sprechi inutili.
Forse ci sarà da aspettare qualche giorno in più, ma è un’attesa consapevole. È un modo più sano, più responsabile e più onesto di fare vestiti.
Nessuno spreco, solo nuove possibilità
Tutto ciò che rimane in magazzino, anche pochi metri di tessuto, viene riutilizzato.
Non viene mai svenduto in stock a basso prezzo: anche solo 10 metri possono dare vita a un pigiama in edizione limitata, unico e prezioso proprio perché irripetibile.
A fine stagione, i capi rimasti vengono inizialmente messi in saldo. So che molti artigiani non amano questa scelta, ma io la vedo come un’opportunità: è un modo per permettere a chi è abituato al fast fashion di avvicinarsi al mondo artigianale, di toccare con mano una qualità diversa, a un prezzo più accessibile.
Spero sempre che questo primo incontro possa trasformarsi in una scelta più consapevole: comprare meno, magari spendendo qualcosa in più, ma scegliendo capi di qualità che sostengono l’artigianalità italiana e il vero Made in Italy.
Creatività e capsule collection
Per me la sostenibilità è anche creatività.
Guardare il magazzino dei tessuti rimasti e trasformarli in capsule collection in edizione super limitata è una delle parti più stimolanti del mio lavoro.
Ciò che nasceva come camicia può diventare il pantalone di un pigiama.
Un tessuto pensato per un pigiama può trasformarsi in uno scamiciato estivo.
Tutto viene ripensato, reinterpretato, valorizzato.
Perché qui niente viene sprecato.
Tutto si ricrea.
Tutto ha un senso.

