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un pensiero su ciò che sta accadendo

Ci sono riflessioni doverose ma soprattutto dolorose. Inutile perdersi nel racconto di ciò che sta accadendo nel mondo ma in special modo in Italia. Tutti voi lo sapete. Ciò che invece la gente non sa, è come si senta ognuno di noi. Come viva questa situazione drammatica. E dato che abbiamo sempre avuto con tutti i nostri clienti e followers un rapporto di sincerità e chiarezza troviamo giusto parlare di noi, di ciò che ci sta accadendo e anche del nostro lavoro, che poi è l’argomento che più pensiamo possa interessarvi.

Parlo a nome mio, di Amata, perché sono io a scrivere gli articoli di questo blog, ma penso di poter dar voce anche ai pensieri di Robi con cui condivido scambi ed emozioni.

Siamo – come tutti – spaventate. Siamo in ansia per i nostri genitori in primis e poi per i nostri bambini e infine per noi. Per i nostri amici più cari e per i loro parenti. Ogni mattina il primo pensiero è “staranno tutti bene”? “mia madre sarà riuscita a fare la spesa”?

E le domande sono tante, così come la rabbia: perché non ci sono abbastanza mascherine, perché la gente non capisce che deve stare a casa, perché il patito del running deve andare a correre, perché non ci danno un sostegno psicologico (perché qui stiamo tutti impazzendo), come possiamo far sfogare i nostri bambini che da un mese sono chiusi in casa, perché non si trova un vaccino, perché non c’è una cura, perché non ci sono abbastanza tamponi….

Ieri sera ho chiacchierato con mia figlia di 7 anni che piangendo mi ha chiesto quando avrebbe potuto rivedere i suoi animali (noi siamo in montagna dal 20/02 e abbiamo dato le tre tartarughe ai nonni e lasciato i 4 pesciolini in casa) perché è molto preoccupata. In realtà è un palese transfert: non vedere i nonni che la venivano a trovare tutti i giorni, i cugini, gli amici;  non poter avere una vita “normale” la fa soffrire. Ho scavato un po’ più a fondo e mi ha detto che vuole andare al mare, correre al parco, giocare-giocare-giocare. E più mi parlava singhiozzando e più a me si stringeva lo stomaco.

Perché ha ragione: perché i bambini hanno dei diritti e noi il dovere di farli stare bene. Sia fisicamente che psicologicamente. Questa quarantena all’inizio era per loro qualcosa di “figo”: niente scuola, si poteva sciare, stare all’aria aperta….poi piano piano si è capito che l’emergenza era molto più seria. I miei figli, essendo in montagna, non vedono ciò che di terribile sta accadendo nella nostra città (Milano) ma anche qui si vive un clima di terrore: vigli del fuoco che con megafono intimano di non uscire, elicotteri che controllano boschi e piste, mascherine e guanti che sempre indossiamo per uscire.

Ecco qui mi sorge una domanda perché io cerco di stare buona e calma ma poi mi parte il nervo…..Se io vado a fare la spesa (perché in qualche modo dobbiamo sopravvivere) perché non indossano TUTTI mascherine e guanti? Perché sono convinti di stare tutti bene? Eh no cari miei….e se siete portatori sani? Sapete che state infettando tutto ciò che toccate e l’aria che respirate? A questo punto non vi viene in mente che sia MORALMENTE OBBLIGATORIO coprire il viso (se non si hanno le mascherine almeno con un foulard o una sciarpa) e indossare dei guanti (qualsiasi cosa è meglio di nulla,anche la moffola pelosa è ok)?

Poi parlo a te runner che hai per forza bisogno di correre: comprati un tapis roulant. Hai bisogno di uscire? Anche noi! Ah tu impazzisci se non corri? Be’ caro mio sai che io ho due bambini che impazziscono se non giocano, se non urlano, se non saltano? E che ho praticamente messo in mano loro la casa perché possano costruirsi nuovi mondi e avventure tutti giorni? Sai che io sono un’iperattiva e sto male, cacchio sto male in casa? Ma non scappo. Resto a casa. E tra un esaurimento nervoso e l’altro, tra momenti in cui mi chiudo in bagno e piango, guardo fuori e penso che ci sono persone -e non 100 o 200 ma migliaia- che muoiono da sole in ospedale. Da sole. Perché?? Per un virus. Non perché abbiano fatto qualcosa di male ma perché non abbiamo noi uomini capito una mazza di queste malattie e perché siamo un popolo di bestie ignoranti e senza rispetto.

Poi parlo a te, mediocre creatore di contenuti virtuali, che decidi di fare un video in cui IL VIRUS CI PARLA. E ci dice una sequela di frasi banali che mi verrebbe voglia di spaccare tutto. Che in fondo tutto questo ce lo siamo meritato.

Che dovremmo fermarci. Basta aerei, treni, centri commerciali….dobbiamo alzare gli occhi al cielo, guardare il mare, rotolarci nei prati, sorridere ad un animale nel bosco…..troppe divisioni e distrazioni….NON STIAMO BENE…..non sono un nemico, sono la forza che riporterà l’equilibrio….Vi aiuterò???

E scusate la volgarità ma a me viene da dire MA CHE COSA CAZZO DICI???? Ma come si fa a fare un tale video, a dire certe stronzate? (Robi so che non vuoi parolacce ma non posso )

DOBBIAMO FERMARCI: certo grazie, vallo a dire al runner, ai ragazzi di 20 anni che brindano al coronavirus perché tanto colpisce i “vecchi” e non loro….

BASTA AEREI, TRENI, CENTRI COMMERCIALI: ah è questo il male? L’evoluzione?

ALZARE GLI OCCHI AL CIELO…..ma se stiamo ormai obbligando i nostri figli a stare h 24 davanti ad un tablet, a uno smartphone , ad un PC, alla TV….e perché? Dai su, non venite a dirmi che i vostri figli creano origami tutto il giorno, colorano, dipingono, vi aiutano a cucinare….. No perché i miei studiano davanti a un PC dalle 8 alle 16 circa, poi fanno i compiti sempre su PC, poi non potendo uscire chiedono di fare un po’ di videogiochi o di vedere un film. Andate voi a dirgli di guardare il cielo (dalla finestra), di sorridere ad un animale nel bosco (quando non possono nemmeno vedere le loro tartarughe). Ditegli voi che ci sono troppe distrazioni (proprio ora che quelle “distrazioni” che a mio parere sono proprio smatrtphone e tutto il resto, che io ho sempre centellinato prediligendo la socialità, l’aria aperta, i giochi di gruppo) ma che ora però sono necessarie. Fatemi passare il nervoso quando li vedo davanti ad un videogame per ore perché non hanno alternative, perché se gli dico di fare l’ennesimo disegno per i nonni o il segnalibro decorato mi sputano in faccia e hanno ragione.

L’unico tema su cui concordo è:

Non puoi essere sano in un ecosistema malato

E se guardo al futuro penso, come avevo già scritto, che ci sarà un mondo più cauto, più spaventato e speriamo più attento.

Ma al momento non so con che occhi guardare al futuro: alle volte sono positiva, propositiva. Poi leggo le notizie, i post, vedo le immagini dei medici, degli infermieri, sento di poveri anziani che muoiono da soli in ospedale o del nipotino che all’ ultimo momento è riuscito per telefono a dire “ciao nonno ti voglio bene”. Penso alle persone sole e spaventate che per necessità vengono messe in un angolo a vedere come va. Il senso di impotenza mi chiude lo stomaco.

Penso alla paura, penso che se non smettiamo di crederci supereroi non ne usciremo.

Penso che dovremmo imparare dai cinesi. E stop. E mettere da parte l’orgoglio italiano da onnipotenti.

Penso che chi è ricco abbia il dovere morale di donare, di prodigarsi per gli altri.

Penso che il governo debba tirare fuori le palle.

Penso che i miei figli abbiano diritto ad andare a scuola, a vivere una vita normale. Ed io sto facendo una fatica folle a tenere tutte le palle in aria per far sembrate il mondo meno schifoso di quel che è ora.

Mi sono a lungo confrontata con persone amiche che svolgono un lavoro simile al nostro. Ieri sera è uscita L’ORDINANZA 514 DI REGIONE LOMBARDIA che sembra finalmente voler chiudere tutto. Ma non tutto proprio tutto. Tutto all’italiana. Qualcosa rimane aperto, qualche concessione viene fatta…..

Eh no. Allora chiudi tutto davvero, mezzi di trasporto in primis, aumenta le consegne della spesa tramite volontari ben istruiti a farlo, consegna mascherine a tutti, metti l’esercito per strada.

E noi dobbiamo usare la testa. Perché se qualcosa non è imposto o assolutamente vietato non è detto che in fondo in fondo si possa fare. Non esistono eccezioni.

 

…. nei prossimi giorni vi diremo cosa abbiamo pensato di fare….

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